Dal master ESG al cantiere: perché lo stakeholder engagement è la chiave dei megaproject
- Maura Mantelli
- 11 ore fa
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A febbraio 2026 ho conseguito il Master Universitario di I livello in ESG Management e Rendicontazione di Sostenibilità presso l’Università degli Studi Gabriele d'Annunzio di Chieti-Pescara.
Durante questo percorso ho avuto modo di approfondire un tema che ritengo sempre più centrale nella gestione dei progetti complessi: lo stakeholder engagement.
Un tema spesso trattato come requisito formale, ma che nella pratica rappresenta una leva strategica fondamentale. Questa riflessione nasce non solo dallo studio, ma anche dall’esperienza sul campo nel progetto del nuovo ospedale del Felettino, che sto avendo l'opportunità di seguire grazie a Guerrato S.p.A..
La rischiosa miopia procedurale nei megaproject
I megaproject infrastrutturali sono caratterizzati da elevata complessità tecnica, organizzativa e istituzionale. Per governare tale complessità, il sistema tende spesso ad aumentare il livello di formalizzazione: più procedure, più controlli, più compliance. Questo approccio, seppur necessario, può generare un effetto collaterale: ciò che possiamo definire miopia procedurale.
La miopia procedurale si manifesta quando l’attenzione si concentra solo sugli adempimenti formali, quando la gestione del progetto diventa eccessivamente burocratica e di conseguenza si perde la capacità di leggere il contesto sociale e relazionale.
Gli stakeholder – in questo scenario – rischiano di essere percepiti come vincoli da gestire, anziché come attori strategici del progetto.
Oltre la compliance: lo stakeholder engagement come leva strategica
Nel paradigma ESG, lo stakeholder engagement non è un semplice obbligo, ma un elemento strutturale della creazione di valore.
Coinvolgere gli stakeholder significa anticipare criticità e conflitti, ridurre i rischi reputazionali e operativi, costruire consenso attorno al progetto e soprattutto rafforzare la legittimazione sociale dell’opera.
In altre parole, significa passare da una logica difensiva a una logica proattiva.
Quando lo stakeholder engagement è integrato nella governance del progetto, diventa uno strumento di gestione del rischio tanto quanto il controllo dei costi o dei tempi.
Per governare la complessità serve una visione più ampia, capace di integrare dimensione tecnica, dimensione organizzativa e dimensione sociale
Lo stakeholder engagement è lo strumento che consente di tenere insieme questi livelli.
In un contesto in cui i criteri ESG stanno ridefinendo il modo di progettare e realizzare le infrastrutture, lo stakeholder engagement non è più un’opzione. È una leva strategica per il successo dei progetti complessi.
Il percorso di studio e l’esperienza sul campo confermano che la vera sfida non è solo realizzare opere, ma costruire relazioni sostenibili nel tempo.
Integrare gli stakeholder nei processi decisionali non significa rallentare i progetti, ma renderli più robusti, più accettati e, in ultima analisi, più efficaci.
Maura Mantelli.




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